Bollate, 27 ottobre 2011 - «Bisogna fare delle scelte coraggiose per garantire standard assistenziali di qualità». Dichiara Ermenegildo Maltagliati, direttore generale dell’azienda ospedaliera Salvini di Garbagnate Milanese. La notizia è di quelle destinate a sollevate proteste e malumori: entro la fine di novembre chiuderà il reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Bollate. Il manager sanitario non conferma la data, ma non smentisce neppure la notizia e aggiunge, «stiamo valutando insieme ai dirigenti medici le criticità che ci sono nel reparto con particolare attenzione ai problemi di sicurezza denunciati – spiega Maltagliati – certamente questa chiusura non piacerà ai bollatesi ma c’è una situazione che non può essere sostenuta a lungo».
Tra le mani ha una lettera datata 25 ottobre 2011, firmata da Paolo Guarniero, direttore del dipartimento di maternità infantile dell’azienda, Lino Cipolla, direttore di ostetricia e ginecologia e Alberto Martinelli, direttore del reparto di pediatria e nido, che descrive il quadro preoccupante dei reparti di ostetricia e ginecologia di Bollate e Garbagnate Milanese. Carenza di personale medico tale da rendere difficile la copertura dei turni di servizio, «con problemi di affidabilità e sicurezza nelle prestazioni offerte». Diminuzione delle nascite, con una media di 30 parti mensili all’ospedale di Bollate, che non consente di rispettare gli standard minimi assistenziali ostetrici. E una considerazione conclusiva, «suggeriamo l’accorpamento in brevissimo tempo delle due unità operative presso Garbagnate dove prossimamente sorgerà la nuova struttura ospedaliera». Chi lavora in ospedale in questa situazione difficile chiede che vengano presi interventi.
E in un momento in cui non ci sono soldi la soluzione è quella di accorpare i due reparti per la sicurezza di mamme e bambini. Perché, per esempio, se ci sono solo due medici reperibili per turno, è impossibile garantire un’assistenza di qualità alle pazienti. La cigogna dunque non volerà più sull’ospedale bollatese ma saranno potenziate le attività ambulatoriale di primo e secondo livello, l’attività di day surgery ginecologico e quelle “Centro per la cura della sterilità”.



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